Tajani e Fdi stroncano il nuovo partito: "È la quinta colonna dei progressisti"

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Roberto Vannacci occupa qualche pensiero pure al Forum in Masseria. Il generale è lontano: la costituente di Futuro nazionale è in contemporanea ma a Roma. Il posizionamento politico dell'europarlamentare, però, è argomento d'attualità in Puglia, dove gli ospiti di Bruno Vespa si alternano sul palco. Antonio Tajani segretario forzista, ha pochi dubbi: «Mi dispiace che Futuro nazionale abbia scelto di fare la quinta colonna della sinistra abbandonando il centrodestra in maniera molto chiara», dice a Cagliari. Tranchant anche Francesco Lollobrigida (al centro) che dai microfoni del Giornale disegna il perimetro di Fratelli d'Italia: «Se vuole mandare a casa il governo è un alleato della sinistra». Questo è un fatto «statistico», continua il meloniano. E non un «dato che dev'essere commentato più di tanto». Del resto, il governo di Giorgia Meloni «è il primo di destra nella storia d'Italia» e professarsi di quella parte politica, secondo il primo partito della coalizione, dovrebbe prevedere una certa dose di coerenza. Il ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare ribadisceil concetto anche a margine del suo intervento pubblico: «Lui - prosegue - sta facendo il suo lavoro. Però lo sta facendo insieme alle sinistre e questo ci convince poco». Il riferimento è al mancato voto di fiducia in Parlamento, quattro giorni fa, della truppa di Futuro nazionale.Il rebus rimane. Sul tavolo c'è tuttora l'appartenenza o meno del generale al centrodestra. Per il ministro dell'Agricoltura, Vannacci «si è chiamato fuori votando la sfiducia al governo». E se esiste un margine d'intesa tra la coalizione maggioritaria e Futuro nazionale è nascosto in questa frase: «Non è all'ordine del giorno». Per ora verrebbe da aggiungere. Certo è che dalla Lega arrivano parole al vetriolo: «Sono preoccupato per il centrodestra perché se dovesse prendere Vannacci, rischia nel 2028 di avere un problema politico interno», esordisce Edoardo Rixi (sotto). Il Carroccio aveva dato fiducia all'ex militare, candidandolo al Parlamento europeo, dov'è stato eletto. Poi il generale ha girato i tacchi e per il Carroccio «chi tradisce una volta tradisce sempre». Il viceministro ai Trasporti e alle Infrastrutture lo scandisce forte. L'esponente salviniano, dal palcodell'evento organizzato da Comin and Partners, intravede un orizzonte temporale ampio: «In un anno e 4 mesi si possono fare tante cose, l'importante è non inseguire chi ha tradito già una volta».