Il generale riunisce oltre 1.500 delegati a Roma, rivendica 100 mila iscritti e blinda le porte alla stampa. Tajani attacca: «È la quinta colonna della sinistra». La replica: «Loro sposano l'agenda Draghi e il Green Deal»
«Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo». Roberto Vannacci apre così la prima assemblea costituente di Futuro Nazionale (Fnv) all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Sulle note dell’Inno di Mameli, il generale lancia ufficialmente la sfida ai palazzi della politica romana, blindando la struttura e posizionandosi in aperta collisione con i suoi ex alleati di governo.
La prima assemblea costituente
Lo scenario scelto per il debutto ufficiale è fortemente simbolico: dominanza di blu sul palco, il logo del nuovo partito e, accanto, l’immagine del Colosseo. L’obiettivo della due giorni romana è strutturare capillarmente il movimento nato a febbraio, pochi giorni dopo l’addio del generale alla Lega. I lavori, aperti dal deputato e coordinatore Edoardo Ziello, vedono la partecipazione di oltre 1.500 delegati locali.
L’avvio dell’evento è stato segnato da forti tensioni, non solo sul piano politico: la sala principale è stata dichiarata rigorosamente off limits per la stampa. I giornalisti sono stati inizialmente confinati in una saletta laterale e successivamente spostati nell’atrio di un ingresso secondario, una decisione che ha innescato momenti di forte nervosismo e accese discussioni con gli organizzatori. Nonostante le porte sbarrate ai cronisti, Vannacci dal palco rivendica numeri pesanti: 100 mila iscritti raggiunti in pochi mesi e una pattuglia parlamentare che conta già 8 deputati, tutti fuoriusciti da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.










