La violenza non risolve niente. Non c’è mai riuscita. Non riduce le conseguenze drammatiche delle crisi. Ma quando gli episodi di aggressione si ripetono sempre nello stesso ambito, la domanda sorge spontanea, come diceva il fresco novantaquattrenne Antonio Lubrano. Il Pronto Soccorso dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto è diventato trincea. Affronta, con cronica carenza di personale, tutte le emergenze sanitarie di una utenza progressivamente sempre più nevrotica. Con dedizione, con sapienza, con professionalità. Subendo di tutto.

A queste esplosioni di intolleranza e l’intervento dei sanitari, bisogna aggiungere gli attacchi ripetuti alle ambulanze e al personale del 118. Ma sono anni che tali episodi si ripetono. È una situazione uroborica: sembra non abbia né inizio né fine, rappresentando la circolarità di un tempo immobile, che scorre senza progredire mai. Mancherebbero, pare, undici mesi all’inaugurazione e all’apertura del nuovo ospedale San Cataldo. Maggio 2027 sembra vicino, è vero, ma è una data figlia di riprogrammazione, sostantivo grammaticalmente astratto e a rischio di recidiva. I lavori edili risultano pressoché completati, la struttura è attualmente interessata dalle complesse fasi di collaudo delle imponenti apparecchiature e dall’allestimento degli arredi. C’è quasi un anno, dunque, da affrontare nelle condizioni attuali per il pronto soccorso del Ss. Annunziata. Anche chi necessiterà di interventi sanitari urgenti, avrà identico destino. In un recente colloquio telefonico, il Direttore responsabile del Pronto Soccorso del ‘S.S. Annunziata’ dott. Giuseppe Turco rimarcava amarezza relativa agli episodi violenti che hanno coinvolto il suo personale sanitario, solidarizzando con esso e stigmatizzando i comportamenti e le esternazioni censurabili di qualche agitatore. Ma la carenza di personale sanitario resta un male cronico, nonostante i concorsi regionali che potrebbero ovviarvi. Non se ne esce. Il drago che si morde la coda. Simbolo antichissimo, presente sia nel Mistero dell’Oltretomba degli Antichi Egizi, sia nella mitologia norrenna. Ma Il Cairo è lontana e Oslo pure. L’italianissimo culto della Santissima Annunziata celebra l’annuncio dell’arcangelo Gabriele a Maria. È un simbolo di gratitudine per l’inizio della redenzione. È quello che serve a Taranto, per il prossimo futuro.