Avvocato di successo e atleta d’acciaio nel tempo libero. Pierluigi Galassi, ravennate doc di Porto Fuori, è l’esempio di come la determinazione possa spostare i limiti umani, portando la nostra città alla ribalta internazionale nelle competizioni più estreme del pianeta.
Galassi, com’è nata la passione per lo sport?
"Ho iniziato a 7 anni, con l’Unione Ciclistica di Porto Fuori guidata dal presidente Pantieri. Da lì è partito il mio percorso ciclistico. Per gli studi universitari e poi per la carriera professionale, ho dovuto abbandonare temporaneamente questa passione. Oggi sono responsabile dell’ufficio legale di una società quotata in borsa, un ruolo che assorbe molto tempo, ma che non mi ha impedito di riprendere la bici, unendovi il nuoto e la corsa. Da quel mix è nato il mio amore per il triathlon".
Dal triathlon classico alle prove di durata?
"È nato tutto in modo dilettantistico, non ho mai pensato all’agonismo puro. Allenandomi con costanza e alzando gradualmente l’asticella nelle gare, mi sono reso conto di rendere molto bene sulla lunga distanza. Nelle competizioni di resistenza riesco a esprimere il meglio. Gara dopo gara ho capito che potevo fare la differenza e migliorare le mie prestazioni, cosa che ho fatto costantemente, sebbene abbia iniziato tardi con gli Ironman ovvero a 35 anni".







