Storie di sport 31 maggio 2026 alle 00:32A 18 anni Francesco ha già vinto tre ori nelle “prove di forza”
«La fatica non è mai sprecata. Soffri ma sogni», è il manifesto programmatico della vita d'atleta di Pietro Mennea. In un altro sport soffre ma sogna Francesco Udella, 18 anni, cagliaritano, studente del quinto anno all’Istituto Nautico “Buccari”, campione di braccio di ferro. Tre anni fa ha lasciato il rugby per abbracciare la disciplina che richiama Popeye il personaggio dei cartoon creato dal fumettista statunitense Elzie Crisle.
«Non è un gioco, ma uno sport vero e proprio», ci tiene a precisare Francesco che dopo l’ultima ora di lezione al Nautico è pronto ad affrontare, come ogni giorno, una dura sessione di allenamenti. Francesco è il nipote di Franco Udella, campione della boxe: due Olimpiadi (Città del Messico e Monaco), campione del mondo Wbc dei pesi minimosca nel 1975 e campione europeo dei mosca, dal 1974 al 1979. Il nonno avrebbe voluto un altro Udella sul ring ma ha comunque accettato di buon grado la scelta diversa di Francesco.
L’esordio
«Iniziai ad allenarmi con il Team ArmSteel a Cagliari, e ho subito capito quanto questo sport richieda preparazione fisica, concentrazione mentale e grande sacrificio. Gli allenamenti mi hanno aiutato a migliorare non solo la tecnica, ma anche la disciplina e la capacità di gestire la pressione». I sacrifici, compresa la necessità di conciliare la pratica sportiva con lo studio, sono stati premiati. Sono arrivati successi e medaglie. Francesco Udella ha ottenuto nel 2024 due primi posti nella Coppa Italia (nelle categorie Junior sinistro e esordienti sinistro) e tre primi posti nei campionati nazionali del 2025. Ha raggiunto lusinghieri risultati anche a livello internazionale con il primo posto (junior sinistro), lo scorso anno, nel Supermatch. Nel 2026, con un bilancio straordinario di tre medaglie d’oro, ha fatto valere forza e classe nei campionati sardi a Orune. «Il Supermatch - chiarisce - è stata un’esperienza fondamentale per la mia crescita, perché mi ha insegnato a gestire la pressione delle gare e a confrontarmi con avversari molto preparati. Inoltre, mi ha permesso di capire il livello internazionale del braccio di ferro e trasmesso ulteriori motivazioni». Francesco è un “braccioferrista”: «Sono innamorato di questo sport. Il mio desiderio è quello di farlo conoscere in tutti i suoi aspetti. Vorrei che tanti giovani lo praticassero perché offre grandi vantaggi. A me ha insegnato che i risultati arrivano solo con impegno e sacrificio, e questo modo di pensare si riflette anche nella scuola, spingendomi a dare il massimo per raggiungere i miei obiettivi».









