Per la prima volta non può far finta non esista.
E non solo perché il generale Vannacci ora ha parlamentari che prendono la parola in aula, quanto perché Giorgia Meloni si ritrova a fare i conti con una minaccia vera a destra.
Quello avvenuto alla Camera, durante le comunicazioni in vista della raffica di vertici internazionali che la attendono, assomiglia tanto al fischio di inizio di una partita dall’esito incerto.
Se la sera prima Vannacci in televisione si era autoproclamato alfiere della “destra autentica”, a Montecitorio la premier è stata giocoforza costretta a replicare: “avete votato la sfiducia a questo governo, agevolato il centrosinistra, non siete la destra”.
Né vera, né autentica, lascia intendere Meloni che prima d’ora non aveva mai citato Vannacci e Futuro Nazionale, proprio per non dargli peso, e forse pensando che la sua comparsa fosse solo un problema per la Lega.










