Un lungo corteo si è snodato per le vie di Grosseto: tantissimi i giovani. Colori, bandiere, balli e striscioni fino al gran finale al parco di via Giotto. Simiani: "Grosseto si è unita in un grande abbraccio moderno e senza pregiudizi". .GROSSETOE’ normale che nel 2026 serva una manifestazione per difendere chi la società classifica come ’diverso’, perché debba essere comunque rispettato? Purtroppo sì. Ma Grosseto ieri ha risposto presente: migliaia le persone che hanno una pennellata colorata e un senso diverso a quel turpiloquio offensivo e immaturo che si leggeva ’scrollando’ i social ormai da diversi giorni. Grosseto ha risposto aprendo le sue strade (non quelle del centro) ai diritti e all’uguaglianza. Al ’vento e ai forestieri’, come diceva Bianciardi, troppi anni fa. Venti colorati e festosi che hanno accompagnato migliaia di persone (oltre 15mila per gli organizzatori del Toscana Pride, oltre cinquemila per le forze dell’ordine): chi ama definirsi senza un’etichetta, diverso perché forse nel posto sbagliato, magari con in testa qualcosa di non conforme al mondo che lo circonda. E per questo da apprezzare ancora di più. Gli eccessi? Anche quelli dovevano esserci e in parte ci sono stati. Ma la vera novità sono stati i giovani: senza paura di mostrarsi per quello che sono, finalmente liberi di poter urlare la loro diversità. Una strada, però, quella dei diritti ugualitari ancora lunga. Non quella del "Love is Love" scritto a caratteri cubitali su un cartello portato da una bambina che era in collo a suo babbo. Ed è proprio dai più piccoli che partito quel messaggio che, forse, qualcosa cambierà. Non nella politica, però. In testa al corteo, come rappresentante delle istituzioni maremmane c’era il solo Limatola."Oggi Grosseto è bella e colorata – ha detto il presidente della Provincia e sindaco di Roccastrada – e lancia un messaggio: ogni persona deve mostrare la propria identità, proporre il suo modello di vita, senza discriminazioni e pregiudizi. Peccato che l’Amministrazione non ha capito questo messaggio. E insieme a loro anche gli altri sindaci del territorio, colpevolmente assenti". Ha parlato di un grande messaggio anche Marco Simiani, parlamentare del Pd nel cuore del corteo: "Grosseto oggi si è unita in un grande abbraccio moderno e senza pregiudizi – ha detto – In un momento in cui la politica è imbarbarita, da questa strade parte un messaggio diverso: di proposte, di vita e di uguaglianza. Non abbiamo bisogno di capi guerrieri, ma di artisti, statisti e persone per bene". Aperte al ’vento e ai forestieri’. E, per una volta almeno, Grosseto è stata quella.Matteo Alfieri