"Perchè la mia opera non è stata inserita nelle iniziative del trentennale dell’alluvione?". A domandarlo è Gianfranco Bianchi, autore del dipinto “Il Cielo Sopra Cardoso”, dedicato alle vittime e donato al Comune nel 2018. Un’opera che – a detta sua – sarebbe letteralmente "sparita" invece di essere esposta per le commemorazioni in atto. "L’assessora alla cultura Anna Guidi – racconta Gianfranco Bianchi – sta organizzando il ricordo dell’alluvione del ’96, e mi sarei aspettato fosse proposta la mia opera ma lei non è a conoscenza né della donazione, né dell’ubicazione. Sta preparando anche un convegno di scienziati, per il 20 giugno, presentato da Licia Colò, senza neanche fare un riferimento che il primo convegno lo organizzai io, insieme all’assessora alla cultura Serena Vincenti e al sindaco Verona, nel ’18, quando donai l’opera nelle mani del primo cittadino al termine di una mia mostra personale sui cambiamenti climatici alla Casa della Cultura di Cardoso".

L’artista ripercorre poi le tappe della vicenda. "Nel 2016 – riassume – il critico d’arte Lodovico Gierut mi commissionò la realizzazione di un’opera pittorica da dedicare alle vittime dell’alluvione del ‘96. Nacque “Il Cielo Sopra Cardoso”, che fu esposta al Palazzo della Cultura in occasione del ventennale dell’alluvione, e poi nella mia Personale “I Cambiamenti Climatici”, sempre al Palazzo della Cultura di Cardoso, nel 2018 dove, insieme al Comune, organizzai un convegno di scienziati del Cnr. La settimana scorsa ho appreso che il Comune stava organizzando una cerimonia per commemorare il trentennale, così ho pensato di rifarmi vivo. L’assessora Anna Guidi mi ha scritto di non sapere nulla e che l’opera non è esposta in luoghi che gestisce e che lei non può occuparsene".