Nel quinto anniversario della scomparsa, Nardò omaggia con un murale Franco Battiato, tra i più influenti e poliedrici cantautori italiani, capace di unire musica leggera, avanguardia, rock progressivo e pop d’autore, spesso attraverso il “filo” di citazioni filosofiche e mistiche e di riferimenti al cinema e alla pittura. L’opera di street art è stata realizzata in via Alessandro VII, sulla parete laterale degli alloggi popolari di via Crispi (di cui in questi giorni si stanno ultimando i lavori di riqualificazione), da Gabriele Quarta, in arte Kabo, creativo e street artist di Monteroni, con un background all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e con collaborazioni con artisti della scena nazionale e internazionale.

La particolarità dell’opera è la “griglia” su cui nasce, cioè il testo della canzone La cura, vera e propria anima di questo murale che non nasconde tanti simboli: il feto, che richiama la copertina di Fetus, primo album di Battiato, pietra miliare del rock progressivo e della musica elettronica in Italia (celebre per le sue sonorità avveniristiche e per la sua copertina provocatoria); i fiori di Fleurs con la rosa rossa (unico elemento colorato) che lo stesso Battiato disegnò per quella copertina; la figura dello stesso Battiato, che è quella presente sulla copertina de La voce del padrone; il cielo di Mondi lontanissimi; infine, la sezione aurea di Centro di gravità permanente. Un’opera complessa, che fa rivivere un gigante della musica e della cultura italiana e che arricchisce ulteriormente quello che in questi anni è diventato ormai il patrimonio della street art neretina.