La tornata elettorale amministrativa ha confermato che quella in vigore per i Comuni è una buona legge e dopo oltre trent’anni (mentre le leggi elettorali nazionali vanno e vengono) funziona egregiamente.
Il tentativo di modificarla in un punto nevralgico, neutralizzando nella pratica i ballottaggi, è del tutto ingiustificato.
L’argomento secondo cui il secondo turno favorirebbe il centro-sinistra (comunque denominato) non regge alla prova dei fatti.
Negli ultimi ballottaggi nei Comuni capoluogo è finita esattamente alla pari: tre a tre e i dati sono stati accolti con soddisfazione dagli stessi leader del centro-destra, compresa la premier, perfino con una punta di enfasi comprensibile nella circostanza.
Che il centro-sinistra ottenga mediamente migliori risultati nei Comuni (tendenza comunque ridimensionata dai risultati più recenti) non dipende dal sistema elettorale, ma da fattori socio-demografici, dall’offerta dei partiti e dalle scelte degli elettori.











