HomeFirenzeScoperto il ‘tesoro’ nascosto di casa LeopardiA Recanati è riemerso un ciclo di affreschi rimasto nascosto per secoli. La contessa Olimpia Leopardi: “È emozionante immaginare che gli occhi del Poeta si siano posati su queste immagini quando erano ancora visibili". Leopardi sperimentò a Firenze una vita di intense relazioni prima di morire a Napoli dopo un lauto pranzoA Recanati è riemerso un ciclo di affreschi rimasto nascosto per secoli. La contessa Olimpia Leopardi: “È emozionante immaginare che gli occhi del Poeta si siano posati su queste immagini quando erano ancora visibili"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 14 giugno 2026 – Era il 14 giugno del 1837 quando il mondo perse uno dei più grandi poeti mai esistiti, Giacomo Leopardi. Il grande poeta aveva stretto il suo sodalizio con il fascinoso patriota napoletano Antonio Ranieri, che si offrì di fargli da agente, e conobbe Fanny Targioni Tozzetti, tra le donne più belle e sensuali di Firenze, di cui si innamorò perdutamente. A 189 anni dalla morte, su Recanati si sono focalizzati gli occhi del mondo perché a casa Leopardi è riaffiorato un ciclo di affreschi rimasto nascosto per secoli. La morte dopo un lauto pranzo Secondo le ricostruzioni, visto che il giorno prima cadeva Sant'Antonio, onomastico del suo amico Ranieri, per l'occasione vennero comprati vari cartocci di confetti cannellini. Leopardi ne mangiò un chilo e mezzo, oltre a una cioccolata, una minestra e una limonata o granita: morì la mattina dopo per coma diabetico. Leopardi e Firenze Leopardi sperimentò a Firenze una vita di intense relazioni il cui tramite principale fu Giovan Pietro Vieusseux. Ma soprattutto frequentò ’gli amici di Toscana’, ovvero gli intellettuali ’alla corte’ del mercante ginevrino che nel 1819 fondò il gabinetto scientifico-letterario e nel 1821 l’Antologia’, la rivista che divenne autorevolissima portavoce del liberalismo moderato e progressista. Al Vieusseux Leopardi conobbe molti degli intellettuali che si riconoscevano nel progetto dell’Antologia: Gino Capponi, Giovanni Battista Niccolini, Pietro Colletta, Niccolò Tommaseo e anche Alessandro Manzoni, che si trovava a Firenze per rivedere dal punto di vista linguistico i suoi ’Promessi Sposi’. La scoperta a Casa Leopardi Un ciclo pittorico rimasto nascosto per oltre un secolo è tornato alla luce a Recanati nella biblioteca di casa Leopardi, offrendo una nuova testimonianza della storia artistica e culturale dell'antica dimora recanatese dove nacque Giacomo Leopardi. La scoperta è avvenuta durante lavori di consolidamento murario eseguiti in un ambiente della biblioteca e ha portato all'individuazione di decorazioni risalenti a diverse epoche, tra cui un importante apparato figurativo realizzato tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento. Secondo quanto ricostruito dallo storico dell'arte Stefano Papetti, i saggi preliminari hanno consentito di recuperare due livelli di intonaco dipinto. Il più antico, databile agli inizi del XVI secolo, presenta una decorazione che imita un tessuto damascato. Più spettacolare il ciclo successivo, caratterizzato da una complessa architettura illusionistica con finte specchiature marmoree, nicchie, cariatidi e scene figurate ispirate alla cultura figurativa diffusa nelle Marche e a Roma tra la fine del Rinascimento e la prima età barocca. Tra le immagini recuperate spicca una Cacciata dal Paradiso Terrestre, affiancata da rappresentazioni della vita rurale e venatoria. Sono riconoscibili cavalieri impegnati in una battuta di caccia, un contadino che guida un asino lungo un ponticello e due pellegrini in cammino attraverso la campagna. È stata inoltre individuata un'allegoria della Fortuna Marina, raffigurata secondo i canoni iconografici codificati da Cesare Ripa. Per Papetti la decorazione mostra legami con il grande cantiere artistico di Loreto, dove operarono maestri come Federico Zuccari e Gaspare Gasparini, e testimonia la vitalità culturale del territorio marchigiano tra XVI e XVII secolo. Il recupero è stato reso possibile grazie a un lungo e complesso intervento conservativo diretto dalla restauratrice Federica Camilletti. L'affresco era infatti nascosto sotto tre strati di intonaco e sotto una decorazione ottocentesca realizzata su fogli di giornale. Lo stato di conservazione risultava particolarmente compromesso a causa di numerose picconature effettuate nei secoli per favorire l'adesione dei rivestimenti successivi. La scoperta aggiunge un nuovo tassello alla storia di casa Leopardi, dimora che conserva la biblioteca di oltre 20mila volumi voluta da Monaldo Leopardi e gli ambienti in cui si formò il giovane Giacomo. Il ritrovamento testimonia dunque la vivacità della cultura figurativa marchigiana tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. "Questa scoperta rappresenta un nuovo capitolo della storia di Casa Leopardi” afferma la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta. Che ricordando il valore storico e identitario del ritrovamento, aggiunge: “È emozionante immaginare che gli occhi del Poeta si siano posati su queste immagini quando erano ancora visibili". Maurizio Costanzo
Scoperto il ‘tesoro’ nascosto di casa Leopardi
A Recanati è riemerso un ciclo di affreschi rimasto nascosto per secoli. La contessa Olimpia Leopardi: “È emozionante immaginare che gli occhi del Poeta si siano posati su queste immagini quando erano ancora visibili". Leopardi sperimentò a Firenze una vita di intense relazioni prima di morire a Napoli dopo un lauto pranzo










