Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiParlare di dighe, specie per la produzione idroelettrica, in Italia evoca sempre il dramma del Vajont, con i suoi quasi duemila morti nel 1963; ma, quando sono costruite e collaudate a dovere nel posto giusto (quella del Vajont fu edificata nel posto più sbagliato al mondo, visto che è successo a causa della paleofrana del monte Toc), allora diventano un grande vantaggio.

La Festa per l’invaso di Montedoglio

La prima diga che ha visto una festa per la sua inaugurazione è quella di Montedoglio (Ar), tra Umbria e Toscana. L’invaso, scrive il Corriere dell’Umbria, è entrato in esercizio ordinario in questi giorni con l’autorizzazione della Direzione generale dighe del Ministero delle Infrastrutture e trasporti; gestito dall’Ente Acque Umbre Toscane, ha visto la sua autorizzazione nel 1959 e l’inizio dei lavori nel 1975: capace di contenere 135 milioni di metri cubi d’acqua, Montedoglio può offrire ora un serbatoio di acqua per l’agricoltura, potabile e tutela del territorio (oltre alla produzione idroelettrica grazie alla centrale a valle della diga).

Inoltre, dallo sbarramento partono reti di adduzione primaria e secondaria che collegano Valtiberina, Valdichiana, Alto Tevere umbro, Lago Trasimeno. A regime, la diga potrà erogare acqua per 30mila ettari di terreno e 700mila persone tra Toscana e Umbria, ed offrire anche un richiamo turistico.