A due anni dalla pubblicazione del Trentesimo anno, nelle lettere del 1963 Ingeborg Bachmann cominciò a parlare del progetto narrativo Cause di morte, proprio mentre avviava il lavoro a una delle sue tessere, il nucleo sull’attrice viennese Fanny, pubblicato solo quindici anni più tardi con il titolo Requiem per Fanny Goldmann. Un anno dopo, di ritorno da un viaggio in Egitto e Sudan, l’autrice sospese questo primo abbozzo che aveva già come titolo provvisorio Gli anni rubati – poi inserito come parte conclusiva della storia – per mettere mano a un altro complesso, più ampio e più ambizioso testo, che confluirà nel Libro Franza: un culto tra gli anni Settanta e Ottanta.

Nel 1966, i due romanzi – quello su Fanny Goldmann e quello su Franza – riprendono a camminare in parallelo, anticipati infine dalla pubblicazione nel 1971 di Malina ed entrambi apparsi, postumi e incompiuti, nel 1978. Ripubblicato da Adelphi nella storica traduzione di Magda Olivetti, il frammento in prosa Requiem per Fanny Goldmann («Biblioteca Minima», pp. 96, € 7,00) racconta della donna con le spalle più belle di Vienna, pars pro toto, seguendo lungo tutto il libro l’avvenenza via via più languida e sfinita dell’attrice Fanny Wischnewski.