Autovelox mobili in arrivo in città. I tempi sono ancora da definire. Ma il decreto governativo tanto atteso, che dovrebbe mettere fine alla stagione dei ricorsi, è stato approvato. Al Comune di Napoli attendono soltanto l’ok della Corte dei Conti al «Decreto autovelox» e poi sono pronti a procedere all’acquisto dei rilevatori di velocità da mettere a disposizione della polizia municipale. Ad annunciarlo è l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu all’indomani dell’incidente mortale che è costato la vita a Sossio D’Ambra, 60enne di Grumo Nevano, travolto da un 29enne alla guida di uno scooter contromano in fuga dai carabinieri.
«Come emerso dalle indagini parliamo di un uomo alla guida senza patente e senza assicurazione. Che è scappato temendo un possibile controllo. Si tratta di comportamenti criminali. Va detto chiaramente. Perché oltre che con gli interventi sulle strade e con i controlli, la battaglia per ridurre incidenti e morti in strada, bisogna intervenire sul piano culturale», spiega l’assessore. Investito e ucciso sul lungomare di Napoli, spunta un video che mostra l'incidenteGli autovelox Ma prima di entrare nel cuore di un problema complesso come quello del contrasto alle vittime della strada, partiamo dalla novità del giorno: gli autovelox. L’annuncio di De Iesu arriva pochi giorni dopo l’approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal vicepremier Matteo Salvini, del decreto autovelox che definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi. Un provvedimento che dovrebbe mettere fine al caos. Una «giungla», così come fu definita dallo stesso Salvini, nata nell’aprile 2024 quando la Cassazione ha definito nulle le multe elevate da autovelox approvati ma non omologati, mettendo teoricamente fuorigioco oltre il 70% degli apparecchi di rilevazione della velocità presenti sul territorio e che, secondo il censimento pubblicato dal Mit, non rispettano i requisiti di omologazione. I Comuni hanno atteso a lungo un provvedimento che li mettesse al sicuro dai contenziosi. Ora, con l’approvazione del decreto, «possiamo procedere all’acquisto di autovelox mobili», spiega De Iesu. Il decreto firmato il 9 giugno da Salvini è in attesa della «bollinatura» da parte della Corte dei Conti e poi della pubblicazione in Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore. «Una volta che avremo la certezza di tutte le procedure da effettuare, siamo pronti all’acquisto di nuovi autovelox mobili», spiega De Iesu. Dove saranno posizionati? Essendo mobili, e non fissi, saranno uno strumento a disposizione della polizia municipale e delle forze dell’ordine in base alle esigenze. Ovviamente ci sarà un’attenzione particolare alle strade dove ci sono le maggiori percentuali di incidentalità, a partire dal Lungomare. «Per ora procederemo con l’acquisto di autovelox mobili, che sono uno strumento più flessibile. Poi valuteremo anche la possibilità di acquistare rilevatori fissi», aggiunge l’assessore. Le risorse I fondi? Quelli sono già disponibili. Per l’acquisto degli autovelox sarà utilizzata una parte dei fondi incassati dalle multe stradali. Per legge, d’altronde, la metà dei fondi ricavati delle sanzioni al codice della strada vanno investiti per sicurezza stradale, rinnovo parco mezzi della polizia municipale. Nel 2025 il Municipio ha incassato oltre 15 milioni dalle multe. E una parte di questi sarà utilizzata proprio per l’acquisto degli autovelox mobili. Ma anche, ovviamente, per l’acquisto di auto e moto alla municipale e per la manutenzione delle strade. Mentre 1 milione e mezzo è già stato destinato per la previdenza complementare dei vigili urbani come previsto dal contratto collettivo. Incidente a via Caracciolo, parla una testimone: «Mi hanno fermato prima che andassi lì, poteva andare diversamente»Gli interventi Basteranno gli autovelox? Da tempo il Mattino ha avviato una campagna contro l’alta velocità e le morti in strada. Nel corso nel 2026 nel Comune di Napoli sono state nove le vittime della strada, di cui due per malore. L’anno scorso, a maggio, il conteggio era già a 12. Ma i numeri restano comunque alti e preoccupanti. E le soluzioni non sono semplici. Gli autovelox saranno uno strumento utile. Così come i dossi rialzati per l’attraversamento pedonale che già tre anni fa sono stati installati sul Lungomare. E che negli ultimi mesi sono stati installati anche a Posillipo, corso Vittorio Emanuele, via Caravaggio, via Manzoni e via Petrarca. Ma la questione è anche culturale. Per questo l’attività nelle scuole per far comprendere i pericoli della strada e la responsabilità di mettersi alla guida è un altro strumento fondamentale per fermare l’emergenza.














