CENSURE E MARCHI D'INFAMIAUna lettera aperta chiede l'esclusione del celebre scrittore israeliano dalla rassegna "Libro Possibile", in Puglia. Favorevole alla cacciata l'arcivescovo Franco Moscone: "Si richiede che un intellettuale dica le cose come stanno. Cosa che l'intellettuale in questione non ha fatto"di13 GIU 26Ultimo aggiornamento: 14:35Eshkol NevoRoma. Una petizione contro Eshkol Nevo, lo scrittore israeliano invitato alla rassegna “Libro Possibile” in programma a Polignano a Mare e Vieste il prossimo luglio. A promuoverla, il segretario regionale di Rifondazione comunista Sabino De Razza e la docente ecopacifista Laura Marchetti. I due scrivono che “la Puglia è Arca di Pace” e quindi uno come Nevo, reo – secondo loro – di essere vicino al “sionismo israeliano”, non può avere diritto di parola. Nella lettera si dà atto allo scrittore di essere critico nei confronti del governo guidato da Benjamin Netanyahu ma non fino al punto da aver “condannato il genocidio di Gaza, il massacro di migliaia e migliaia di persone innocenti, la strage di bambini”. Scrivono gli estensori che “boicotta Israele non è una frase retorica” e “nessuno può essere complice in nome della neutralità della cultura”.Nevo ha sempre avuto parole forti contro la destra di Ben Gvir e Smotrich, così come del premier in carica. Ma ciò non basta. Tra i tanti firmatari anche l’arcivescovo di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste, mons. Franco Moscone, già noto per il suo movimentismo pro Gaza, tra sit-in in piazza, marce in strada e sgabelli fuori dalle chiese. Secondo l’eccellenza reverendissima, “la questione non riguarda Nevo in quanto israeliano”. Il problema è un altro: “Non ha avuto il coraggio di portare un contributo di critica e chiarezza. Sono stati escluse per molto meno altre persone e anche nazioni intere. La situazione attuale in Israele non è più sostenibile. Si richiede che un intellettuale dica le cose come stanno. Cosa che l'intellettuale in questione non ha fatto”.Ha firmato anche Giovanna Iacovone, vicesindaca di Bari. Il suo principale, Vito Leccese, è però di tutt'altra idea: "Togliere la parola e censurare la cultura non è mai una scelta che aiuta la pace". Su Facebook, Gad Lerner ha espresso il suo disappunto: "Escludere dal Festival del Libro Possibile di Polignano a mare e Vieste lo scrittore israeliano Eskol Nevo, come richiesto in una dissennata petizione? Ma siete impazziti? Non vi vergognate? Sapete leggere? Volete la pace o la guerra?"Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.
Petizione contro Eshkol Nevo, firma pure il vescovo: "Non condanna il genocidio"
Una lettera aperta chiede l'esclusione del celebre scrittore israeliano dalla rassegna "Libro Possibile", in Puglia. Favorevole alla cacciata l'arcivescovo Franco Moscone: "Si richiede che un intellettuale dica le cose come stanno. Cosa che l'intellettuale in questione non ha fatto"
Una petizione contesta l'invito dello scrittore israeliano Eshkol Nevo a "Libro Possibile", accusandolo di non aver condannato il genocidio di Gaza. La controversia evidenzia tensioni su libertà di espressione e responsabilità etica negli ambienti culturali.










