Eshkol Nevo sarà al Libro Possibile, malgrado le polemiche. Nonostante la petizione - che ha raccolto adesioni di amministratori locali, di intellettuali e attivisti, anche dell'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone - per escludere lo scrittore israeliano dalla prossima edizione del il festival letterario che si tiene a luglio a Polignano e a Vieste. Secondo i promotori dell'iniziativa, Nevo "non ha espresso una chiara e pubblica presa di distanza dalle politiche del governo israeliano, dalla devastazione di Gaza e dall'espansione del conflitto nell'intero Medio Oriente".

"Nessuna esclusione, Eshkol Nevo sarà al Libro Possibile che da venticinque anni porta la cultura nelle piazze e accoglie voci, sensibilità e posizioni differenti nell'ottica di creare dibattito, oltre le semplificazioni. Crediamo nell'analisi della complessità, così come crediamo nella libera e pacifica espressione del dissenso che è parte dell'essenza democratica" è la risposta del Libro Possibile, tramite la direttrice artistica, Rosella Santoro. "Non possiamo identificare uno scrittore con le scelte politiche del governo del suo Paese", sottolinea.

Nell'appello si afferma che "il mondo della cultura non può comportarsi come se nulla stesse accadendo - prosegue Santoro -. Il Libro Possibile non lo ha fatto e non lo farà. Abbiamo preso atto che Nevo ha pubblicamente invocato la pace, indicato nel dialogo e nei negoziati l'unica soluzione possibile e preso le distanze da esponenti dell'attuale governo israeliano. La sua voce, quindi, sarà ascoltata insieme a quelle di Wael Al-Dahdouh, Widad Tamimi, Lorenzo Tondo e degli altri ospiti che affronteranno il dramma di Gaza e del Medio Oriente".