Tante le firme pesanti, soprattutto sul piano politico. Tra i sottoscrittori compaiono la vicesindaca di Bari Giovanna Iacovone, il neoeletto sindaco di Molfetta Manuel Minervini, l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Franco Moscone, oltre a docenti, attivisti, amministratori locali ed esponenti del mondo pacifista e cattolico. Nel testo, i promotori hanno precisato di non mettere in discussione “il valore letterario delle opere di Eshkol Nevo” né “il principio della libertà di espressione”, ma hanno aggiunto che “non basta raccontare l’umanità: occorre difenderla”. E hanno legato la richiesta anche al tema scelto per l’edizione 2026 del festival, “Discorso all’umanità”, giudicando contraddittoria la presenza di uno scrittore che, a loro avviso, non ha preso una posizione pubblica abbastanza netta su Gaza. Il sindaco di Bari Vito Leccese ha preso le distanze dall’idea di escludere Nevo, dicendo che “togliere la parola e censurare la cultura non è mai una scelta che aiuta la pace” e ricordando che lo scrittore israeliano ha più volte criticato il governo di Benjamin Netanyahu, arrivando a chiederne le dimissioni. Dal canto suo, la direttrice artistica del festival Rosella Santoro non è ancora entrata nel merito della petizione, limitandosi a dire che la risposta sarà nel programma completo, che verrà svelato a giorni. Intanto, il sindaco di Polignano Vito Carrieri ha ricordato che accanto a Nevo sarà presente anche il giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh, come segnale di attenzione verso la tragedia in corso a Gaza.