Dal punto più alto a quello più basso. Dalla benedizione della guglia più alta della Sagrada Familia, e del pianeta intero, sulla torre maestra di Gesù Cristo, all’anatema contro i trafficanti di poveri cristi, nella tomba del mare, dove l’umanità contemporanea tocca uno dei punti più bassi della sua storia.
Nello stesso tempo, la cronaca di una sorprendente remuntada. Per alcuni addirittura una reconquista. Tra questi due termini, universali entrambi, che affondano radici nel passato remoto, storiografico, e in quello recente, calcistico, dell’immaginario iberico, si iscrive e descrive la visita compiuta da Leone in terra di Spagna. Spettacolare come le rimonte che vengono considerate impossibili nelle analisi e si verificano a sorpresa, segnatamente, sul campo di gioco.
Nessun algoritmo, avvezzo a operare su dati e riscontri statistici, avrebbe infatti previsto la standing ovation di sette minuti delle Cortes (Milagro en el Congreso ha titolato El País) per il discorso di un Papa che ha definito “la difesa della vita sin dal concepimento fino al suo naturale tramonto una meta di civiltà”, con un richiamo diretto ai temi controversi dell’aborto e dell’eutanasia, oggetto appena qualche settimana prima di uno scontro fra l’episcopato e il governo, accusato dai vescovi di un approccio ideologico e perfino “confessionale”.













