Si scava negli arresti degli ultimi anni per trovare la regia che dal carcere invia gli input ai giovanissimi dello Zen e della Marinella, che da novembre terrorizzano attività e imprenditori di Tommaso Natale, San Lorenzo, Sferracavallo, Isola delle Femmine, Capaci e Carini.Bottiglie con benzina e il pizzino dal messaggio inequivocabile, incendi e colpi di kalashnikov vengono decisi da dietro le sbarre e comandati con i telefonini, che continuano a bucare i controlli delle case circondariali. Solo l’anno scorso in manette sono finiti 39 presunti estortori, arrestati nella retata dei 181 condotta dai carabinieri a febbraio.Gli investigatori tengono d’occhio i nomi dei fratelli Nunzio e Domenico Serio, gli ultimi reggenti del mandamento. Nel territorio che fu dei Lo Piccolo, il pizzo è sempre stato un marchio di fuoco e nel 2019 la squadra mobile, a capo c’era Rodolfo Ruperti, assestò un duro colpo a Cosa nostra, arrestando dieci esponenti della famiglia mafiosa, tra cui Salvatore Verga, Giuseppe Messia, Giovanni Messina, Girolamo Taormina, Giuseppe Fricano, Salvatore Lucera, Giuseppe La Torre, Fabio Chianchiano, Francesco Di Noto e l’imprenditore Baldassarre Migliore.Qualcuno ancora oggi, da lontano, decide la linea da tenere sul territorio e lo fa attraverso un cellulare, che trova sull’attenti i picciotti di Zen e Marinella, pronti a tutto per scalare le gerarchie e farsi spazio tra le fila dell’organizzazione. Giovani, vogliosi e sprovveduti, come Rosario Piazza e Davide Carcione: 19 anni il primo, 25 il secondo, sono stati i protagonisti di un raid disastroso, quello di Isola delle Femmine...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.