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Alessio Ribaudo

Dal 16 luglio obbligo di assicurarsi e indossare il casco. Consentite solo le strade urbane (con limite 50 km/h) , le piste ciclabili e le corsie ciclabili

C’è una regola violata, e non serve attendere gli accertamenti sulla dinamica dello scontro di Milano per dirlo: sul monopattino elettrico si viaggia da soli. Non in due, non «per un tratto». Da soli. La polizia locale ricostruirà le responsabilità ma il Codice non lascia spazio a interpretazioni. È questo il punto da cui ripartire dopo la morte del giovane passeggero. Il problema è che questa norma è tra le più ignorate. Nella giungla della micromobilità, tra marciapiedi invasi, corsie preferenziali scambiate per scorciatoie, mezzi modificati e controlli difficili, la distanza tra regole e comportamenti resta enorme. Con conseguenze a volte drammatiche.

Il bilancioPer Asaps-Sapidata, quella di Milano è la sesta vittima del 2026 causata da uno scontro con un monopattino: una al mese. Dal 2020 a oggi i decessi sono 97: 21 solo nel 2025. La fotografia dell’ultimo rapporto 2025 sugli scontri stradali di Aci-Istat mostra che il problema non riguarda solo i morti. Tra i monopattinisti aumentano anche i feriti: nel 2024 sono saliti a 3.751, contro i 3.195 del 2023. Tutto questo mentre calavano le vittime tra occupanti di auto, ciclisti, ciclomotoristi e pedoni.