Per anni il monopattino elettrico è rimasto in una terra di mezzo urbana: troppo veloce per essere considerato una bicicletta, troppo piccolo per essere percepito come un motorino vero e proprio. Intanto però si è fatto largo tra strade, piazze e marciapiedi riscrivendo le abitudini della mobilità cittadina molto più rapidamente delle regole. Adesso quella zona grigia si restringe sotto il peso di nuovi vincoli: casco obbligatorio, targhino identificativo e assicurazione. Le novità introdotte dalla riforma del Codice della strada stanno infatti trasformando anche il profilo giuridico del monopattino elettrico – che fino a pochi anni fa veniva percepito come un mezzo ‘smart’ e informale – a veicolo sottoposto a vincoli precisi e normati dalle legge.

Gia prima chi circolava doveva indossare il casco indipendentemente dall’età. Dal 16 maggio scorso, inoltre, è obbligatorio anche applicare il contrassegno personale, che è associato al proprietario, e non al mezzo, e può essere richiesto anche dai minorenni a partire dai 14 anni, attraverso un genitore. Il cosiddetto ’targhino’ è composto da sei caratteri tra numeri e lettere e viene applicato sul parafango posteriore del mezzo. Il prossimo passaggio scatterà il 16 luglio, quando entrerà in vigore anche l’obbligo di assicurazione, che servirà a coprire i danni causati a terzi. In città i controlli stanno già mostrando quanto il passaggio sia tutt’altro che indolore: la Polizia locale ha intensificato gli accertamenti.