"L’azienda ha agito in modo conforme a leggi e protocolli". E’ questa l’unica certezza per il presidente di Gesam Reti Marco Agnitti, tra gli indagati - per atto dovuto - per il caso dell’acqua contaminata con l’odorizzante del gas ad Antraccoli. Con un’inchiesta in corso - e tanto di incidente probatorio fissato per il 17 giugno alla centralina di via di Pulecino - poco altro ha potuto aggiungere (al momento) su cause e possibili soluzioni, se non che potrebbero essere dovute a un errore di un singolo, ma sarà appunto la procura a stabilirlo. Fino a quel momento resteranno in vigore anche le cinque ordinanze - attive da febbraio - di divieto di utilizzo dei pozzi privati, per i primi residenti che hanno iniziato a sentire l’odore di gas dai rubinetti. Per gli altri, non sono mai state emesse per "motivi tecnici", ha spiegato il sindaco Mario Pardini, confermando la "piena fiducia" al presidente della partecipata. Respinte - da entrambe le parti - le accuse "politiche" di "mancata trasparenza", sollevate dai cittadini e dall’opposizione, in ultimo proprio per la secretazione del Consiglio dedicato. "Con un’indagine in corso nessuno avrebbe potuto dire molto di più rispetto a quanto abbiamo sempre sostenuto - ha detto il primo cittadino -. E’ anche nell’interesse nostro capire cosa è successo il prima possibile". Anche perché, come confermato da Agnitti, con una delle tre centraline fuori uso e un aumento dei consumi (in inverno), potrebbero esserci problemi sulla rete. A ogni modo le bocche si ’scuciranno’ a indagini chiuse.
Agnitti: "L’azienda ha seguito i protocolli"
"L’azienda ha agito in modo conforme a leggi e protocolli". E’ questa l’unica certezza per il presidente di Gesam Reti...












