Potrebbe essere una settimana importante per chiare le posizioni dei 72 indagati (tra persone fisiche e giuridiche) dalla Procura di Trani nell’ambito dell’operazione “Ground water”. L’ipotesi di reato principale è disastro ambientale colposo consistente nell’inquinamento chimico e nell’alterazione fisica delle acque sotterranee di falda nell’intero comprensorio Asi del Comune di Molfetta. Parola agli indagati per gli interrogatori di garanzia. Intanto, sulla vicenda, interviene anche l’associazione Imprenditori Molfettesi che chiede risposte e garanzie sia dal Consorzio Asi, sia dalla Procura di Trani che indaga sulla vicenda.
«Ribadiamo un principio per noi imprescindibile: siamo garantisti - ha esordito Lucia Del Vescovo, presidente dell’associazione - Allo stesso tempo, crediamo con fermezza nella legalità come condizione essenziale per fare impresa. Il rispetto delle regole tutela le imprese sane, la concorrenza leale e l’intero sistema economico del territorio. Ecco perché in questa fase chiediamo chiarezza e tempi certi, perché l’incertezza prolungata rischia di bloccare investimenti e attività produttive, oltre alla massima attenzione alla tutela dei lavoratori, che non possono pagare conseguenze dirette di situazioni ancora in fase di accertamento. Inoltre vanno evitate generalizzazioni dannose - prosegue Del Vescovo - che rischiano di compromettere l’immagine di un’intera area produttiva fatta, nella stragrande maggioranza, da imprese serie».










