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Dafne Roat

Ceneri usate per combustibile per barbecue, mangimi e fertilizzanti invece di essere smaltite. Diciannove indagati, dodici arresti: «Pressioni interne sui tecnici incaricati dei controlli, alto grado di efferatezza»

Aprile 2022. I carabinieri della stazione dei carabinieri di Prato alla Drava, appostati per un controllo stradale, fermano un camion contenente big bags proveniente dall’impianto idroelettrico di Versciaco (ora non più attivo). È carico di ceneri tossiche, ma vengono fatte passare per carbone di legna. Il comandante non è convinto e chiama l’Appa di Bolzano, l’ispettore lo rassicura: «Si tratta di un sottoprodotto, il trasporto è regolare». Ma c’è qualcosa che non torna. I carabinieri hanno ancora dubbi e contattano i colleghi del Noe di Trento. Scatta il sequestro. È solo l’inizio. Quattro anni di indagini serrate, intercettazioni ambientali, telefoniche, un lavoro mastodontico fatto anche di controlli sui carichi e analisi chimiche a cavallo tra l’Alto Adige, Austria, Croazia, Serbia, Svizzera e Germania hanno permesso di scoprire un vasto traffico transnazionale di rifiuti illeciti, altamente tossici.

Carbonella alla diossina (finita nei supermercati)Ad agosto 2024 la prima svolta. I carabinieri del Noe di Trento, guidati dal luogotenente Renato Ianniello, effettuano un maxi sequestro di carbonella per barbecue prodotta con ceneri derivanti dai processi di piro-gassificazione, quindi con valori elevati di idrocarburi policiclici aromatici e diossine, pericolosa per la salute, finita anche sugli scaffali di un’importante catena commerciale in regione. Ora si chiude il cerchio. I carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica, con il supporto dei comandi provinciali di Bolzano, Treviso, del Nucleo elicotteri di Bolzano, del Ros, di Europol e Eurojust, hanno smantellato una vera e propria «filiera nera» delle ceneri da piro-gassificazione, in grado di trasformare un rifiuto ad alto contenuto Ipa e diossine in prodotti di eccellenza green. Ed ecco che i rifiuti si trasformavano in bricchette per i barbecue estivi, ammendanti per terreni agricoli, additivi per calcestruzzo, oltre alle quote di CO2 da negoziare sul mercato. Si stima un giro d’affari di oltre 4 milioni in due anni. Sono 19 gli indagati a vario titolo per attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e frode in commercio, 12 gli arresti, tra cui funzionari noti come Giulio Angelucci, ex candidato per i Verdi alle provinciali del 2023 e Direttore dell’Ufficio gestione rifiuti di Appa Bolzano, accusato anche di rivelazione di segreti d’ufficio, è invece solo indagato (la Procura ha chiesto una misura interdittiva) il dirigente generale di Appa Flavio Ruffini. Sono in carcere anche l’ispettore ambientale Andreas Marri, Andreas Tappeiner, legale rappresentante della società Leeg ed ex presidente della Comunità comprensoriale Val Venosta e Rupert Rosanelli, consulente tecnico ambientale della Leeg.