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Maxi operazione tra Italia, Austria, Germania, Croazia e Serbia: sequestrati impianti e indagate 19 persone per un presunto traffico di rifiuti tossici trasformati in prodotti ecologici

Rifiuti pericolosi venduti come pregiati prodotti "green", con la complicità di due dirigenti dell'Agenzia provinciale per l'ambiente. La procura di Trento ha indagato 19 persone e 12 sono finite in carcere - cinque altoatesini, tre cittadini austriaci, due tedeschi e due croati - per traffico illecito transnazionale di rifiuti e frode, in una grande operazione internazionale che si è spinta fino in Austria, Germania, Croazia e Serbia. Qui, infatti, oltre che in Italia, venivano prelevati rifiuti nocivi: tonnellate di ceneri che invece di essere smaltite erano di nuovo utilizzate per realizzare cemento, fertilizzanti, mangimi addirittura i bricchetti per accendere il fuoco dei barbecue.

Nell'ambito delle indagini, durate quattro anni, i carabinieri hanno anche sequestrato due impianti di teleriscaldamento, uno a Versciaco e l'altro a Lasa in Alto Adige.

L'inchiesta