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Ultimo aggiornamento: 18:24
La decisione del Gip di Trani Marina Chiddo è arrivata quattro giorni dopo l’interrogatorio preventivo: il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini è finito agli arresti domiciliari per corruzione, turbativa, peculato e altre ipotesi di reato descritte in otto capi di imputazione sui dieci contestati. I pm della procura Francesco Aiello, Marco Gambardella e Francesco Tosto avevano chiesto 8 misure cautelari in totale, ne hanno ottenute sei.
Agli arresti domiciliari anche la dirigente comunale Lidia De Leonardis, mentre per un finanziere, Michele Pizzo, è stato disposto il divieto di dimora a Molfetta. Il Gip ha inoltre disposto l’interdizione per un anno per i dirigenti comunali Alessandro Binetti e Domenico Satalino e il divieto a contrarre con la pubblica amministrazione per un anno all’imprenditore portuale barese Vito Leonardo Totorizzo, patron di Istop Stamat srl, società che si occupa prevalentemente di trasporto e stoccaggio merci nei porti marittimi.
Ventuno gli indagati indicati in un’ordinanza di circa 440 pagine che racconta storie di appalti in cambio di voti alle amministrative del 2022 – vinte da Minervini a capo di una coalizione trasversale – incarichi pilotati, rendicontazioni fasulle per non perdere finanziamenti su cantieri interrotti sul più bello, e persino la storia di una bonifica degli uffici dalle cimici messe dalla Guardia di Finanza pagata con le casse comunali, usate quindi per compiere un reato. Costo della rimozione dei microfonini? Poco più di 4000 euro.











