La gip di Trani Marina Chiddo ha disposto gli arresti domiciliari per Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta a capo di una giunta civica e al suo secondo mandato. La decisione è arrivata dopo gli interrogatori preventivi a cui gli indagati si sono sottoposti a inizio maggio. Minervini è coinvolto – insieme ad altre sette persone – in un’inchiesta relativa a presunti scambi di favori tra politici e dirigenti comunali e alcuni imprenditori.
Le misure cautelari erano state chieste dai pm Francesco Aiello, Marco Gambardella e Francesco Tosto anche per i dirigenti comunali Lidia De Leonardis (finita anche lei ai domiciliari), Alessandro Binetti e Domenico Satalino (per entrambi interdizione per un anno), stesso provvedimento per il luogotenente della Finanza, Michele Pizzo.
Divieto a contrarre con la pubblica amministrazione per un anno nei confronti dell’imprenditore portuale Vito Leonardo Totorizzo. Rigettate le richieste di misure per il funzionario Mario Morea, per l’autista del sindaco, Tommaso Messina e per il luogotenente della Finanza, Michele Pizzo. La Procura aveva sollecitato per quattro gli arresti domiciliari e quattro tra interdizioni e divieti di dimora. Le accuse, contestate a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità, sono di corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso per 21 ipotesi di reato.









