Il Comune interviene sul caso dell’ex Scalo Ravone. Dopo l’affondo di Fratelli d’Italia sulla quantificazione dell’esproprio dell’area che parla di un valore di 15 milioni, e sul ricorso dell’Amministrazione respinto dal Tar, Palazzo d’Accursio avanza alcune precisazioni. In primis, secondo quanto riporta il Comune, "la procedura espropriativa prevede una valutazione della Commissione Vam sulla quale si può fare un ricorso alla Corte di Appello entro 30 giorni". Il ricorso in questione "è stato portato avanti nelle tempistiche adeguate ed è in corso di istruttoria", con Palazzo d’Accursio che ha chiesto anche di nominare un consulente tecnico di parte per la determinazione della indennità, con incarico predisposto in questi giorni e udienza fissata dopo il 20 giugno. Di altra natura, invece, è l’appello chiamato in causa dal consigliere regionale meloniano Francesco Sassone: "È un altro ricorso che abbiamo presentato al Tar non sulla quantificazione della indennità, bensì sugli errori e sui vizi del procedimento amministrativo portato avanti dalla Città metropolitana e dalla Commissione – spiegano ancora dal Comune –. Il Tar non ha dato ragione a nessuno, ma ha rigettato il ricorso perché la competenza sarebbe della Corte di Appello e, per una questione di giurisdizione, non è entrato nel merito".