Milano – Per le difese “è un raggio di luce nella notte che ha avvolto la città” e una sentenza che afferma un principio che deve valere “anche in tutti gli altri processi” sull’urbanistica.
Quel “tutti assolti” pronunciato dalla giudice Paola Braggion ieri, dopo solo qualche minuto di camera di consiglio è stato accolto da un applauso degli imputati. Dal Palazzo di giustizia alla Maggiolina, per alcuni degli abitanti della Torre Milano in via Stresa quella che ha preceduto la sentenza è stata una notte tormentata, perché la Procura aveva chiesto anche la confisca del grattacielo ritenuto abusivo, che sarebbe scattata solo nel caso di una condanna definitiva, con lo spettro dell’abbattimento.
“Ci siamo tolti un peso – spiega uno di loro, che chiede di rimanere anonimo – ma il cerchio non è ancora chiuso, perché la sentenza potrebbe essere impugnata e continuiamo a vivere sotto una spada di Damocle. Personalmente ero pessimista, prima di queste assoluzioni che hanno fatto crollare il castello accusatorio. Se ci sono state distorsioni vanno risolte dalla politica, con una legge nazionale che fissi regole certe sul futuro: il prezzo non può essere fatto pagare a famiglie, come la mia, che hanno acquistato regolarmente una casa e ogni mese pagano il mutuo”.










