di

Luigi Ferrarella

La prima sentenza di uno dei processi istruiti negli ultimi tre anni dalla Procura di Milano sull'urbanistica cittadina dà ragione a Comune e costruttori

Sfocia in un assoluzione nel merito di tutti gli imputati, perché il fatto non costituisce reato, la prima sentenza di uno dei processi istruiti negli ultimi tre anni dalla Procura di Milano sull'urbanistica cittadina: la giudice monocratica Paola Braggion ha infatti stabilito stamattina che non ci sono stati abusi edilizi, lottizzazioni abusive o falsi nella realizzazione da 45 milioni di euro di «Torre Milano», il grattacielo di 24 piani in via Stresa, alto 82 metri e di cui i pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici censuravano l'autorizzazione con una semplice autodichiarata «Scia-Segnalazione certificata di inizio attività» a titolo «ristrutturazione edilizia» al posto di due demoliti ex edifici preesistenti di 2 e 3 piani.

Sono stati quindi assolti i costruttori Stefano e Carlo Rusconi, l’architetto Gianni Maria Ermanno Beretta quale progettista e direttore lavori, l'ex direttore dello «Sportello unico edilizia» e membro «Commissione per il paesaggio» del Comune di Milano, Giovanni Oggioni, l'ex responsabile della “Direzione urbanistica» di Palazzo Marino, Franco Zinna, e tre dipendenti comunali occupatisi della pratica, Francesco Mario Carrillo, Maria Chiara Femminis, e Pietro Ghelfi. La Procura aveva chiesto per tutti la condanna, fino a 2 anni e 4 mesi, e la conseguente confisca della Torre.