Caricamento player
Il tribunale di Milano ha assolto in primo grado gli otto imputati nel processo sulla costruzione della Torre di via Stresa, la cosiddetta Torre Milano: è il primo processo che arriva a una sentenza tra quelli avviati dopo le molte inchieste della procura di Milano sull’urbanistica, che ipotizzano abusi per autorizzare e accelerare la costruzione di nuovi palazzi in città.
Gli imputati erano accusati di abusi edilizi, lottizzazioni abusive e falsi, perché secondo l’accusa la costruzione della Torre Milano sarebbe stata autorizzata con i documenti sbagliati. La giudice Paola Braggion ha deciso per l’assoluzione con la formula «il fatto non costituisce reato»: significa che il fatto contestato è effettivamente avvenuto, ma non si può considerare reato o perché non viola una legge, o perché mancano l’intenzionalità o la negligenza che lo renderebbero tale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra tre mesi.
L’edificio è un imponente grattacielo di 24 piani e alto 82 metri nella zona nord di Milano, ed era stato costruito sopra due edifici demoliti. L’autorizzazione a costruirlo era stata concessa solo con una Scia, una “segnalazione certificata di inizio attività”, un tipo di documento che di solito si usa per interventi minori o di ristrutturazione, e che permette di accelerare molto le procedure burocratiche. Secondo l’accusa, la Scia non sarebbe stata sufficiente e il progetto avrebbe dovuto essere presentato come “nuova costruzione”.











