La giudice Paola Braggion assolve tutti gli otto imputati accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva per il caso della "Torre Milano" di via Stresa. Il tribunale: seguite regole e in buona fede. E ora questa pronuncia rischia di avere un peso sulle altre inchieste in corsoLa giudice Paola Braggion assolve tutti gli otto imputati accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva per il caso della "Torre Milano" di via Stresa. Il tribunale: seguite regole e in buona fede. E ora questa pronuncia rischia di avere un peso sulle altre inchieste in corsoÈ arrivata la prima sentenza sull’urbanistica a Milano. E il verdetto - emesso dalla giudice della settima sezione penale dei tribunale meneghino, Paola Braggion - assolve gli otto imputati perché “il fatto non costituisce reato”. Il caso era quello della “Torre Milano” di via Stresa, uno dei tanti progetti finiti sotto la lente d’ingrandimento della procura guidata da Marcello Viola. Le accuse, pressoché sempre le stesse: abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Le dinamiche, anche: nuove costruzioni spacciate per ristrutturazioni.La pm Marina Petruzzella aveva chiesto per gli imputati condanne che andavano da uno a due anni e quattro mesi, oltre alla confisca definitiva del grattacielo alto 87 metri e in cui abitano 160 persone. Ora la sentenza - accolta da un lungo applauso in aula - rischia di avere un peso sulle altre pronunce attese nei prossimi mesi. Sono altri tre, infatti, i filoni che hanno superato il vaglio del rinvio a giudizio: il caso del cantiere in via Fauchè, con il verdetto previsto per luglio, e le vicende "Park Towers" di Crescenzago e di "Bosconavigli", che vede tra gli imputati anche l'archistar Stefano Boeri.Chi erano gli indagati per la "Torre Milano" di via StresaLa pena più pesante era stata chiesta per Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio, arrestato lo scorso marzo per corruzione (ma il caso era un altro e non riguardava le “Torri Milano” di via Stresa) e ancora imputato in altri procedimenti. Stesse richieste - due anni e quattro mesi, oltre a 50 mila euro di ammenda - per i costruttori Stefano Rusconi, ma anche per l’ex dirigente comunale Franco Zinna e per l’architetto Gianni Maria Beretta. Erano stati chiesti due anni di arresto e 30 mila euro di ammenda per Francesco Mario Carrillo e Maria Chiara Femminis e un anno di arresto e 16 mila euro di ammenda per Pietro Ghelfi, tre ex funzionari dello Sportello unico edilizia.“Sono soddisfatto. Io sono una persona limpida e trasparente e sono sempre stato sereno. Non commento poi le altre indagini”, ha commentato a caldo Oggioni. "Ci siamo tolti un gran peso, il peso della ingiustizia - ha invece commentato l’avvocato Federico Papa, che assiste Carlo Rusconi -. Ci siamo sentiti molto soli in questo periodo, come soli si sono sentiti gli acquirenti sospesi. È stato un processo molto duro. Era una questione di norme e di valutazioni sbagliate da parte dei pm”. Per Michele Bencini, legale di Rusconi, "è un raggio di luce nella notte che ha avvolto la città per tre anni. È una sentenza giusta, che riconosce la piena innocenza di chi ha seguito le regole che Milano si era data, e che spazza via una volta ancora i teoremi immaginari della Procura".La nota del tribunale (in attesa delle motivazioni): buona fede e assenza di doloIn attesa delle motivazioni della sentenza, che saranno pubblicate entro novanta giorni, è una nota del tribunale, firmata dal presidente Fabio Roia, ad anticipare gli argomenti che hanno portato all’assoluzione piena degli otto imputati. Che avrebbero agito in buona fede e seguendo le regole allora in vigore. Per tutti, si legge, “difetta l'elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo, atteso che solo negli ultimi anni la giurisprudenza penale, quella amministrativa e finanche le pronunce della Corte Costituzionale più recenti hanno offerto diverse interpretazioni del concetto di ristrutturazione" edilizia. Le tesi della procuraLa procura, come detto, era di altro avviso. Durante la sua requisitoria dello scorso aprile, la pm Petruzzella aveva sostenuto che “Torre Milano” fosse stata costruita con un “atto illegittimo” - cioè con una Scia al posto di un Permesso di costruire e piani attuativi - in cui non fu preso in considerazione “l’interesse pubblico” ma - ecco che emergono tutte le divergenze con il tribunale - “la scelta architettonica fu solo quella di favorire l'imprenditore, senza alcun vantaggio per la comunità, ma anzi con un danno” (in termini di minori oneri di urbanizzazione e, quindi, minori interventi compensatori per la zona dov’è sorto il grattacielo). Non solo. Per la pm Petruzzella gli imprenditori e gli ex funzionari comunali, come sostenuto durante la requisitoria, avrebbero agito "in sintonia" mostrando "strafottenza" e "un'assoluta assenza di trasparenza e noncuranza dell'interesse pubblico" che li ha portati a erigere quello che viene definito un "abnorme" abuso in via Stresa realizzato con "macroscopiche illegittimità" a partire dalla "diabolica Scia" usata per nascondere una nuova costruzione di 24 piani dietro una ristrutturazione, accedendo così a una serie di vantaggi economici, urbanistici ed edilizi in deroga alle leggi nazionali."Tutti sapevano cosa stavano facendo e quello che dispiace è che nessuno di loro ha fatto quello che si doveva fare" badando solo ai guadagni e "mostrando disinteresse all'interesse pubblico e alla propria funzione". Per la pm, "le regole non sono orpelli", eppure in questo caso non c'è stata un'istruttoria urbanistica, "necessaria invece vista l'altezza del nuovo edificio e la volumetria molto impattante, oltre al cambio di destinazione d'uso". Una tesi che non ha convinto la giudice che ha assolto perché "il fatto non costituisce reato”. In attesa, a questo punto, delle altre pronunce. Per lo meno di quelle in cui le accuse sono le stesse.Sala: "Violenza verbale nelle inchieste""Siamo soddisfatti", "è chiaro che c'è anche tanta, tanta amarezza", commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala. "Io l'ho detto in tempi non sospetti, cioè qualche settimana fa e non posso che riconfermarlo: una parte, e sottolineo una parte, della Procura ha dato un'impostazione politica al suo lavoro e questo credo che non vada bene - ha aggiunto -. Al di là del fatto che gli interessi immobiliari su Milano ne abbiano risentito, e questo è un fatto". "Ai pm riconosco che lavorano in uno scenario di incertezza normativa. Questo lo riconosco. Io non parlo di cattiva fede, di malafede, parlo di approccio politico e parlo di esagerazione nei toni - ha aggiunto -, ma non metto assolutamente in discussione la loro buona fede e capisco che quando si lavora su un'incrostazione legislativa e normativa come quella sull'urbanistica in Italia, con una legge madre che è del 1942, anche loro possono avere difficoltà". Poi, una critica alla "violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse". Sala ha poi detto di avere due motivi di amarezza: "Il primo è aver visto colpite persone che sono a me vicine e di cui sono certissimo dell'onestà. Faccio un nome, l'ex assessore Tancredi che ha visto anche un po' rovinata la sua carriera e il suo equilibrio. E poi la seconda cosa, c'è un continuo uso di aggettivi, una necessità di corroborare le loro tesi con parole tese a screditare la nostra azione". "Se ripensiamo a tutto quello che è stato detto e scritto in quest'ultimo anno ci sono tantissimi aggettivi e sono proprio tesi a discreditare persone e istituzioni rispetto all'opinione pubblica, questo non va bene - ha spiegato -. Fino a utilizzare termini come 'democrazia urbanistica' e come appunto 'sovvertimento'. Noi siamo stati accusati di sovvertire la democrazia urbanistica". "Ora io chiedo: accusare un'istituzione di sovvertire la democrazia urbanistica vuol dire fare il proprio lavoro e quindi esprimere un giudizio legale o vuol dire fare politica?", ha concluso.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Urbanistica a Milano, la prima sentenza boccia le tesi della procura: tutti assolti perché il "fatto non costituisce reato". Sala: "Violenza verbale dei pm nelle inchieste"
La giudice Paola Braggion assolve tutti gli otto imputati accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva per il caso della "Torre Milano" di via Stresa. Il










