Assolti. Il fatto non costituisce reato. Questo è stato il verdetto, pronunciato stamattina, nell’ambito del processo per abuso edilizio sul caso del grattacielo Torre Milano in via Stresa. Gli imputati erano otto, accusati appunto di abuso edilizio e lottizzazione abusiva.
Secondo l'accusa, per costruire la Torre di oltre 80 metri e 24 piani, era stata usata una "Scia con atto d'obbligo". Tradotto: una mera autocertificazione, invece che un piano attuativo con convenzione urbanistica. Sempre secondo i pm la nuova costruzione era stata "spacciata" per una ristrutturazione.
La pronuncia della giudice Paola Braggion della settima sezione penale chiude, almeno per ora, uno dei filoni investigativi sull’urbanistica avviati dalla procura meneghina guidata da Marcello Viola. In una delle indagini, ad esempio, sono coinvolti i vertici del Comune, imprenditori e anche il sindaco, Beppe Sala.
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Nell’inchiesta riguardante Torre Milano la pm Marina Petruzzella aveva chiesto 8 condanne e anche la confisca della Torre. Un applauso si è alzato in aula da parte di alcuni imputati presenti.










