di
Luca Bergamin
Alla Masseria Ventosa di Ragusa una giovane coppia ha realizzato il sogno inseguito da adolescenti di avere un allevamento di mucche e creare un caseificio seguendo regole antiche. Prodotti di qualità, nel rispetto degli animali e della natura e lezioni di botanica ai giovanissimi
Chiama le mucche ciascuna con il proprio nome, ricevendo come risposta un cenno di assenso col capo oppure un movimento in avanti verso la sua persona. Anche per questa sua familiarità con gli animali da latte che mangiano erba e fave nei diciotto ettari attorno alla sua piccola azienda agricolo casearia chiamata Masseria Ventosa, gli scolari siciliani - un migliaio nell’ultima primavera - accorrono felici a vedere Carmelo Cilia partecipando alle lezioni per diventare piccoli casari. Anche Carmelo, del resto, ha intrapreso questa missione artigianale da pochi anni. Dopo la laurea in scienze agrarie, infatti, ha lavorato in qualità di ricercatore nel settore della filiera lattiero-casearia e dell’agroalimentare nel Ragusano e poi si è assunto il compito di scrivere il rapporto disciplinare su tutti i formaggi siciliani che rischiavano l’estinzione. Così ha capito che dalla teoria bisognava, per essere coerenti, passare alla pratica. «Insieme a mia moglie Stefania, che porta il mio stesso cognome, abbiamo rimesso in auge questa vecchia masseria, aiutati da mio cognato. Presto anche l’orto sarà riordinato per accogliere gli ortaggi e gli alberi da frutto. Mi sono accorto, infatti, che i bambini di oggi - spiega mentre chiama a sé i bovini al termine del pascolo pomeridiano - avvertono lacune anche sulla botanica più elementare, perciò li dobbiamo aiutare. Io, intanto, mostro loro come si prepara la ricotta e la caciotta a pasta più dura».






