di
Clara Valenzani
Produttrice di un latte pregiato, molto digeribile e simile a quello materno, la capra girgentana è una razza originaria della Sicilia che oggi rischia di estinguersi
«Ha una storia molto antica, con tantissime documentazioni: si ritrova dipinta persino sui vasi greci!». Dal giardino della sua fattoria umbra a poca distanza dal lago Trasimeno, Vasco Cajarelli inizia un racconto che parte da un'epoca arcaica, fatta di miti e leggende. Eppure non sta parlando di eroi e divinità, bensì di una capra. Nello specifico della capra girgentana, ovvero «capra di Girgento», vecchio nome di Agrigento, città della Sicilia meridionale famosa per la Valle dei Templi. Un animale che, nonostante il passato nobile, oggi è in via d'estinzione.
Dal Monte Olimpo alla Sicilia: la capra che salvò Zeus dalla morteIl racconto di Vasco inizia un mattino di giugno. Lui, oggi pensionato e con una lunga carriera nel comitato direttivo della Cgil, apre le porte del suo casale insieme a Keiko Shibamoto, sua moglie, fotografa e artigiana giapponese. Siamo vicini al borgo medievale di Paciano, in mezzo al bosco: a circondare, in questo luogo che la sera si riempie di lucciole e in cui le stelle sono così luminose che si fotografano senza fatica con il cellulare, ci sono il forno e la piscina costruiti da Vasco, il suo «rifugio del sognatore» (anch'esso autoprodotto, usato per leggere), decine di ulivi, l'orto, e ovviamente tanti animali pronti a incontrare i bambini tramite il futuro progetto di una fattoria didattica. A spiccare sono subito le capre girgentane, di cui Vasco parla con un misto di tenerezza, entusiasmo e amarezza.






