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Alfredo Altavilla non usa mai giri di parole. Per l'ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fiat Chrysler, oggi special advisor di Byd per l'Europa, nell'automotive è in atto «un cambiamento epocale», come quello che ha trasformato i telefonini in smartphone. E in questa intervista a Milano Finanza spiega perché «l'Europa sta continuando a sbagliare approccio verso la Cina», conferma che il colosso cinese per cui adesso lavora «vuole un secondo stabilimento in Ue già esistente e pronto e sta parlando con più soggetti» e sottolinea un'altra cosa: «Il pragmatismo» che aveva l'ex ceo di Fca «farebbe tanto bene oggi all'industria automotive europea».

Domanda. Partiamo da un quesito forse banale: ci riassume cosa sta succedendo secondo lei oggi nel settore automotive?

Risposta. Vedo un settore che ha vissuto un cambiamento epocale. Non so in quanti se ne siano accorti, forse solo qualcuno, ma il Salone di Pechino 2026 ha segnato per l'automobile quello che il passaggio alle smart tv ha rappresentato per i televisori o quello dagli smartphone ai telefoni tradizionali. È stato il vero momento di transizione dall'automobile tradizionale alla smart car.