Stella Li, Executive Vice President BYD, e Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa BYD, hanno parlato delle sinergie del gruppo cinese con l'Europa durante una tavola rotonda a margine della presentazione del “The Marco Polo Drive - Peace, Culture and Sustainable Development”. I due manager hanno espresso dubbi su come l'Europa si sta ponendo verso i marchi asiatici, parlando anche di dazi e Formula 1.
Il discorso è inevitabilmente iniziato dall’Industrial Accelerator Act di Bruxelles, tema sul quale Altavilla ha espresso numerose perplessità. "Da un lato", ha stigmatizzato, "si dice che l’IAA debba prevedere delle joint venture con le aziende cinesi in minoranza e poi, dall’altro, magari ci si aspetta che la Cina porti qui il meglio della loro tecnologia. Uno scambio che non era di certo accaduto quando fu l’Europa dell’automotive ad aprire le fabbriche in Cina quarant’anni fa. Credo che stiamo veramente perdendo il senso della misura in Europa”.
In conseguenza di ciò, Altavilla ha illustrato con chiarezza la propria idea di partnership. “Credo che collaborare con la Cina sia inevitabile per un costruttore occidentale che voglia sopravvivere nel lungo termine. Collaborare però non significa usare o violentare un partner: significa giocare alla pari, prendendo consapevolezza del fatto che c'è in questo momento una superiorità tecnologica che l’Europa non è in grado di colmare”. Sul punto, ha ricordatocome BYD sia aperta a sinergie, a patto che le condizioni siano di reciproco vantaggio e non sbilanciate.












