SHENZEN - Per spiegare il fenomeno Byd, marchio cinese che ha più che raddoppiato in dodici mesi la sua quota in Europa e in Italia e per di più vendendo soltanto auto elettriche e ibride plug-in, proviamo ad andare alla fonte, un po’ come si faceva una volta con il greco e il latino. Una serie di incontri nel quartier generale del costruttore cinese e in una loro fabbrica vicino Shenzen da “1.000 auto al giorno”, cioè con una capacità produttiva di oltre 300mila all’anno, aiutano a capire per esempio perché la Byd Dolphin G, una plug-in compatta (4,16 metri di lunghezza) da oltre mille chilometri di autonomia dichiarata e commercializzata da giugno, possa rappresentare un altro salto sui nostri mercati. In Italia in particolare, essendo di segmento B, il più richiesto.

“La Dolphin G è la prima auto progettata per l'Europa che non verrà venduta in Cina”, ci dice Alfredo Altavilla, vecchia conoscenza per essere stato il braccio destro di Sergio Marchionne e oggi special advisor di Byd Europe. “Il primo consiglio che ho dato? Se vogliamo davvero avere successo in Europa, dobbiamo sviluppare un portafoglio prodotti europeo. Negli ultimi due anni abbiamo modificato la maggior parte dei nostri telai per garantire che le nostre auto siano ora radicalmente diverse da quelle di due anni fa. Dotandole per esempio di sospensioni multilink, impensabili quando ho iniziato a lavorare per Byd. Ma la prova migliore di ciò che dico è Dolphin G, la considero uno dei migliori risultati del mio ruolo di consulente”.