La crescente tensione commerciale tra Unione Europea e Cina potrebbe presto aprire un nuovo fronte nel settore automotive. Dopo le misure introdotte sulle auto elettriche prodotte in Cina, Bruxelles starebbe valutando l’estensione dei dazi compensativi anche alle vetture ibride plug-in, una categoria che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita sul mercato europeo.

Di fronte a questo scenario, BYD non sembra intenzionata a rallentare la propria espansione. Al contrario, il colosso cinese dell’auto elettrica e dell’elettrificazione ha scelto di rilanciare con una strategia che punta a trasformarlo progressivamente in un costruttore radicato sul territorio europeo. L’obiettivo è chiaro: produrre direttamente nel Vecchio Continente per ridurre la dipendenza dalle importazioni e limitare l’impatto di eventuali nuove barriere commerciali.

Le dichiarazioni dei vertici del gruppo confermano una visione di lungo periodo che potrebbe avere effetti significativi anche sull’industria automobilistica italiana.

BYD punta a diventare un costruttore europeo

L’occasione per ribadire questa strategia è arrivata durante la presentazione della nuova BYD Dolphin G DM-i a Berlino, modello plug-in sviluppato per rispondere alle esigenze di un mercato europeo che continua a mostrare interesse per soluzioni ibride capaci di coniugare autonomia e riduzione dei consumi.