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La notizia è di qualche giorno fa: l’Unione Europea sta valutando l’introduzione di dazi compensativi sulle ibride plug-in prodotte in Cina, andando a colpire uno dei segmenti in maggiore espansione negli ultimi mesi. La risposta di BYD, tra i marchi più esposti a questa possibile manovra, non si è fatta attendere: "Il nostro obiettivo strategico, da qui a cinque anni, è essere percepiti come un costruttore europeo", ha dichiarato il vicepresidente Lars Bialkowski durante l’evento di lancio a Berlino della Dolphin G DM-i, compatta plug-in sviluppata espressamente per le esigenze della clientela europea che, secondo la Casa, "non è ancora pronta a passare all'elettrico puro".

Il mercato europeo rappresenta da tempo uno snodo fondamentale per BYD nel percorso verso l’obiettivo dichiarato di diventare "entro il 2030 il più grande produttore automobilistico mondiale". Nonostante le iniziative comunitarie, il costruttore cinese continua a rafforzare la propria presenza nel continente. Nei mesi scorsi è diventato operativo l’impianto ungherese di Szeged, con l’obiettivo di avviare la produzione già dal prossimo autunno, mentre il progetto della fabbrica di Smirne, in Turchia, ha registrato un rallentamento temporaneo.