L'Unione Europea starebbe preparando un nuovo intervento nei confronti delle auto prodotte in Cina. Dopo l'introduzione dei dazi aggiuntivi sulle vetture elettriche a batteria, stando a quanto riportato da Handelsblatt, Bruxelles starebbe infatti valutando l'applicazione di nuove tariffe anche alle ibride plug-in cinesi (PHEV).
I dazi supplementari sulle auto elettriche importate dalla Cina sono entrati in vigore il 31 ottobre 2024 in seguito a un'indagine sui sussidi concessi dal governo cinese ai costruttori nazionali. Secondo la Commissione Europea, tali incentivi alterano le condizioni di concorrenza nel mercato comunitario.
Attualmente i produttori cinesi pagano il dazio standard del 10%, al quale si aggiungono tariffe differenziate in base al marchio. Le vetture di BYD sono soggette a un'aliquota aggiuntiva del 17%, per un'imposizione complessiva del 27%. Geely deve invece sostenere un dazio aggiuntivo del 18,8%, che porta il totale al 28,8%. La situazione più gravosa riguarda SAIC, gruppo proprietario del marchio MG, che affronta una tariffa supplementare del 35,3% e un'imposizione complessiva del 45,3%.
Diversi costruttori cinesi presenti in Europa hanno però trovato una strada alternativa per mantenere la crescita delle vendite. L'attenzione si è progressivamente spostata dalle elettriche pure alle ibride plug-in, che continuano a essere soggette al solo dazio d'importazione del 10% e restano escluse dalle tariffe anti-sussidi.











