“I marchi di moda hanno un disperato bisogno di attrarre nuovi consumatori, ma soprattutto hanno bisogno di esserci dove stanno la passione e l’energia delle persone”, dice Federico Sarica, Head of content di Gq Italia, commentando la proliferazione di collaborazioni, collezioni speciali e ambassador che i brand hanno sfoderato in vista dei Mondiali di calcio che iniziano oggi e che si divideranno tra Canada, Stati Uniti e Messico. Come da tradizione, ci sono i giganti dello sportswear, partner tecnici delle più grandi squadre in gara: adidas ha realizzato le divise di Argentina, Germania e Spagna; Nike quelle di Brasile, Inghilterra, Francia e Usa; Puma quelle del Portogallo.

Le divise dei calciatori ngeriani sono il frutto della collaborazione tra Nike e Slawn, marchio di streetwear

Soprattutto, hanno investito nella promozione più ampia dell’evento, e lo dimostrano i due short film che hanno inaugurato la World Cup: Rip The Script (Nike) e Backyard Legends (adidas) che oltre ai più grandi calciatori del presente e del passato (Kylian Mbappé, Erling Haaland, Lamine Yamal, Jude Bellingham, David Beckham e pure Alessandro Del Piero tra gli altri), vedono protagonisti leggende di altre discipline, come LeBron James, e tante celebrity, da Kim Kardashian a Timothée Chalamet. L’intento è chiaro: arrivare a quante più persone possibili, con un focus sul mercato americano. I marchi del lusso non sono stati a guardare e si sono raccolti fuori dal campo: Loewe veste infatti la nazionale spagnola, Jacquemus quella francese, Boss gli americani. Sempre Nike, che in questa Coppa del mondo si gioca moltissimo, ha messo in piedi collaborazioni ad hoc abbinando ogni team a un brand streetwear: Palace e Inghilterra, Patta e Olanda, Slawn e Nigeria, PeaceMinusOne e Corea del Sud, Nocta (il marchio del rapper Drake) e Canada. E poi ci sono i singoli calciatori, che sono sempre più a loro agio con abiti e accessori, anche vistosi: Lamal in Prada e Chanel, Bellingham in Louis Vuitton, Dominik Szoboszlai con una Hermès al braccio. Una controtendenza rispetto al passato.