Di: Quotidiano - D. De Nigris/sdr Il fine settimana di votazione è ormai imminente. Sono quattro gli oggetti sottoposti al giudizio dei cittadini: due cantonali, riguardanti le cure dentarie e i valori di stima, e due federali, sul servizio civile e sull’iniziativa popolare “No ad una Svizzera da 10 milioni”.La RSI ha svolto un giro tra alcuni Comuni ticinesi per capire a che punto sia il voto per corrispondenza. Nelle principali città la partecipazione si attesta, per ora, attorno al 30%. Un dato inferiore rispetto ad altre consultazioni recenti, in particolare quella sulle casse malati, che già alla vigilia del voto aveva fatto registrare percentuali più elevate.A incidere, spiegano dalle cancellerie comunali, sono anche i temi in votazione. “Gli argomenti fanno la differenza”, osservano da Bellinzona, dove si sottolinea inoltre come molti cittadini votino negli ultimi giorni. “In città diversi elettori passano a imbucare la scheda magari il sabato, dopo essere stati al mercato”. Una dinamica simile si registra anche a Biasca, dove la partecipazione tende a crescere soprattutto nella giornata di sabato. Sicuramente la differenza la fanno gli argomenti, se toccano direttamente il cittadino o se sono stati ampiamente pubblicizzati, riferisce Filippo Rodoni, municipale di Biasca.Nei centri minori i valori non si discostano in modo significativo da quelli delle città. Fa eccezione Airolo, dove la partecipazione ha raggiunto il 36%. Un dato che potrebbe essere legato all’interesse suscitato, nelle regioni di montagna, dal tema cantonale dei valori di stima.Un elemento appare invece ormai consolidato in tutti i Comuni ticinesi: la presenza ai seggi elettorali tradizionali è ridotta ai minimi termini. “Al seggio siamo molto calati negli ultimi anni e attualmente siamo attorno al 3-3,5%”, afferma ancora Rodoni.A Bellinzona il quadro è ancora più netto. “Il 95% vota per corrispondenza”, spiega Loris Tanner, responsabile della cancelleria comunale. Da quest’anno sono stati chiusi diversi seggi elettorali dove non era possibile nemmeno più garantire la segretezza del voto, perché in alcune votazioni si presentavano magari solo due persone. Su tredici quartieri, restano aperti soltanto i seggi di Gorduno, Claro, Monte Carasso e Bellinzona. Un segnale ulteriore di come il voto per corrispondenza sia ormai diventato, a tutti gli effetti, la modalità abituale di partecipazione.