Un referendum per limitare il numero degli abitanti prima che questo raggiunga quota 10 milioni. E’ la proposta di legge avanzata dal Partito Popolare Svizzero, corrente populista detentrice della maggior parte dei seggi parlamentari, su cui la popolazione dei cantoni sarà chiamata ad esprimersi questa domenica. I cittadini voteranno per decidere se limitare a 10 milioni il numero dei residenti permanenti entro il 2050, imponendo una stretta sull’immigrazione e rescindendo l’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Ue e Svizzera entrato in vigore nel 2002. Un possibile punto di svolta che modificherebbe la Costituzione e, secondo il ministro della Giustizia, Beat Jans, potrebbe provocare una sorta di “Brexit svizzera”, isolando la Confederazione da Bruxelles.
Secondo i promotori, che sottolineano come gli stranieri rappresentino oltre un quarto dei cittadini, la priorità è contrastare “gli effetti negativi dell’immigrazione di massa“, tra cui la carenza di alloggi, l’aumento degli affitti, il sovraffollamento dei treni e la congestione del traffico. In caso di approvazione del testo referendario, se la popolazione dovesse superare i 9,5 milioni prima del 2050, il Consiglio federale e il Parlamento sarebbero obbligati ad adottare provvedimenti nel settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare, e ad invocare le clausole d’eccezione previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica. L’attuazione di queste misure metterebbe in discussione la partecipazione svizzera agli accordi di Schengen e di Dublino con l’Ue, compromettendo la cooperazione su sicurezza e accoglienza.










