Gap salariali, percentuali d'impiego femminile sotto la media europea, violenza sulle donne e mancanza di programmi educativi per le nuove generazioni: la lunga strada ancora da percorrere in Italia e il lavoro di Close the Gap

Politiche di genere, pari opportunità e lotta alla violenza sulle donne: sono temi di cui si sente spesso parlare oggi in Italia. Eppure il lavoro da fare è ancora molto: le donne italiane sono le meno “occupate” d’Europa, il divario salariale sulla base del sesso non accenna a diminuire e aumenta ogni giorno il numero di donne che decidono di rivolgersi a un centro antiviolenza. Dulcis in fundo, sottolineano le associazioni, il Ddl Valditara, che, a loro dire, nega alle future generazioni il diritto di imparare la parità di genere.

Gender gap e il lavoro di Coop

Lo raccontano i dati: l’Italia è il fanalino di coda d’Europa per quanto riguarda il numero di donne nel mondo del lavoro. Solo il 58%, contro il 71% della media europea: molte di loro, peraltro, svolgono lavori part-time. A raccontarlo è Linda Laura Sabbadini, statistica e studiosa di cambiamenti sociali, all’interno del panel promosso da Coop oggi a Roma, dal titolo Close the Gap. Una campagna fatta di azioni e impegni concreti per promuovere la parità di genere femminile, combattere le disparità e ridurre le differenze. Close the Gap si impegna da tempo in lotte come quella per ottenere l’aumento del congedo di paternità, nel supporto alle donne vittime di violenza, nella lotta contro l’aumento dell’IVA sugli assorbenti o nel portare all’interno delle grosse società temi di gender pay equality.