C’è un’Umbria segreta che non si svela al primo sguardo, ma che preferisce farsi conquistare passo dopo passo. È la regione che tutti abbiamo imparato a conoscere e ad amare, il “cuore verde” d’Italia. Poi c’è l’Umbria della 1000 Miglia 2026, dove il misticismo dei santuari e la fiera pietra medievale si lasciano travolgere, per un giorno, dal rombo d’un passato glorioso e ruggente. La "corsa più bella del mondo" torna a solcare il territorio umbro disegnando una tappa che unisce due dei borghi più iconici dell'intero Paese in un suggestivo connubio fra antico e moderno: Assisi e Gubbio. La risalita verso nord delle oltre quattrocento vetture storiche incontra innanzitutto Assisi, e l'appuntamento non potrebbe essere più denso di significato. Il transito della Freccia Rossa si trasforma infatti in un tributo d'eccezione: un omaggio solenne e spettacolare agli 800 anni dalla morte di San Francesco. Vedere i capolavori del design automobilistico sfilare in silenzioso rispetto davanti alla magnificenza della Basilica, mentre la luce umbra riflette sulle carrozzerie d'epoca, regala un'emozione che va ben oltre lo sport. È la grande bellezza italiana che celebra le proprie radici spirituali e culturali. Pochi chilometri dopo, il registro cambia e ci si ritrova immersi nell'atmosfera di Gubbio. Questa città, orgogliosa e splendidamente "burbera" nelle sue origini, ha affascinato nei secoli intellettuali del calibro di Hermann Hesse, Guido Piovene e Guido Ceronetti, che ne narrarono l’unicità nei loro scritti. Gubbio ha attraversato le epoche: dall’insediamento dell’Età del Bronzo, aggrappato come un rapace alla collina, fino al florido centro della civiltà umbra preromana che ci ha lasciato le celebri “Tavole Eugubine”, per poi risplendere in epoca romana con il suo Teatro. Oggi, le linee aerodinamiche dei bolidi entrano nella Gubbio medievale, dominata da Palazzo dei Consoli e da quella Piazza Grande che è la piazza pensile più audace d'Europa. Tra le antiche pietre che ogni anno tremano per la passione della Festa dei Ceri, il passaggio della 1000 Miglia rinnova una tradizione di accoglienza e fascino senza tempo, trasformando il centro storico in un museo dinamico dove il brivido dei motori sposa l'eternità dell'arte.