La Toscana è parte integrante della 1000 Miglia in ogni edizione, con la carovana di auto d’epoca che attraversa alcune delle più belle città della regione. Tra cui ovviamente Pistoia, parte integrante del panorama artistico e culturale italiano. C’è chi la chiama "la corsa più bella del mondo" e chi, più semplicemente, la considera il museo itinerante più bello del pianeta, ma una cosa è certa: quando la vetture della 1000 Miglia 2026 accendono i motori, l’Italia si riscopre un palcoscenico a cielo aperto. Quest'anno, dopo aver superato il Passo dell'Abetone in una discesa mozzafiato, il rombo glorioso degli oltre quattrocento gioielli d'epoca farà vibrare le pietre storiche di Pistoia, una delle gemme più preziose e ingiustamente “timide” della Toscana. Il matrimonio tra le curve sinuose dei bolidi d'altri tempi e l’eleganza geometrica del romanico pistoiese è di quelli da colpo di fulmine. Immaginate la scena: una sfilata di icone del design automobilistico che rallenta per farsi ammirare in Piazza del Duomo. È un contrasto magnetico. Da un lato il riflesso metallico di leggendarie Ferrari e vecchie glorie Alfa Romeo, dall’altro le spettacolari geometrie bicrome, in marmo bianco e serpentino verde, della Cattedrale di San Zeno e del Battistero di San Giovanni in Corte. Una gioia per gli occhi e un delirio per i fotografi. Ma Pistoia, città d'arte dall’anima colta e riservata, non è certo un borgo da "toccata e fuga". Se i piloti della Freccia Rossa devono tenere gli occhi sulla strada, i visitatori hanno l'obbligo morale di perdersi tra i suoi tesori nascosti. A partire dal fregio in terracotta invetriata di Santi Buglioni che colora l'antico Ospedale del Ceppo, fino ai vicoli vivaci della Sala, il cuore pulsante della movida locale dove il profumo della tradizione culinaria toscana invita alla sosta. Qui, tra un calice di Chianti e un crostino toscano, si respira quell'autenticità che le mete del turismo di massa hanno ormai smarrito. Il passaggio della 1000 Miglia 2026 diventa così l'occasione perfetta per accendere i riflettori su una città che sa stupire in silenzio. Pistoia non ha bisogno di strillare la propria bellezza; le basta aprirsi al mondo per un giorno, lasciando che il ruggito dei motori storici faccia da colonna sonora a una sfilata d’eleganza senza tempo.