ROMA - La 44esima edizione della rievocazione storica della 1000 Miglia 2026 è arrivata al giro di boa di Roma. Dopo la traversata della Toscana con la sosta pranzo nella magnifica cornice di piazza del Campo a Siena, le vetture hanno affrontato le curve della Val d'Orcia per puntano verso la Capitale, affrontando le prove cronometrate di Montemaggiore prima di costeggiare il lago di Bolsena per i controlli timbro di Capodimonte e Marta. Attraversata Viterbo, la città dei papi, e l'ultimo controllo orario di Ronciglione, la Freccia Rossa ha fatto il suo ingresso trionfale nella “Città Eterna” per la tradizionale passerella su via Veneto. in puro stile Dolce Vita. Sul piano agonistico, I fratelli argentini Juan e Margarita Tonconogy continuano a imporre un livello altissimo al vertice, tallonati dai campioni in carica Andrea Vesco e Fabio Salvinelli e da Lorenzo e Mario Turelli. Nella Gran Turismo Experience si è distinto l'equipaggio composto da Ryotaro Shimizu e Jari-Matti Johannes Latvala, mentre nel Ferrari Tribute spiccano Vittorino Bertaglia e Giordano Mozzi.
“La Freccia Rossa è tornata a compiere uno dei suoi gesti più simbolici: raggiungere Roma, il giro di boa della corsa, prima di risalire verso Brescia - ha sottolineato Fulvio D'Alvia, ad 1000 Miglia - È un passaggio che si ripete da quasi un secolo e che, ogni volta, assume un significato particolare. Da una parte la città eterna, cuore istituzionale del Paese; dall'altra Brescia, città da cui tutto ebbe inizio nel 1927. In mezzo, l'Italia intera: i suoi paesaggi, le sue comunità, il suo patrimonio produttivo e culturale. Se dovessi spiegare il successo della 1000 Miglia con una sola immagine, parlerei di una ricetta. Una ricetta fatta di tanti ingredienti che, presi singolarmente, non sarebbero sufficienti. Insieme, però, danno vita a qualcosa di unico. Ci sono le vetture storiche, naturalmente. Straordinari capolavori di ingegneria e design che raccontano un'epoca irripetibile. Ma ci sono anche i piloti, gli appassionati, i volontari, le amministrazioni locali, gli enti nazionali e territoriali che rendono possibile questa grande impresa corale. E poi c'è il percorso: il vero filo rosso che unisce tutto il resto”.














