«Napoli è una città in cui la mafia e la gastronomia convivono in un rapporto di tensione creativa», le parole non lasciano spazio all’immaginazione, secondo la guida internazionale Guru Walk, la terra partenopea è simboleggiata da un mix di malavita e cucina, il resto è secondario.Lo sconvolgente affresco su Napoli è inserito in un documento che rappresenta la “bibbia” dei turisti-camminatori, la classifica delle 100 città del mondo dove è più piacevole passeggiare. Si tratta di una graduatoria pubblicata ogni anno dal sito specializzato Guru Walk che, quest’anno, è stata particolarmente celebrata in Italia perché al primo posto c’è la capitale, la città di Roma.

Per ciascuna delle città citate c’è una breve spiegazione del contesto. In graduatoria ci sono, ovviamente, le grandi capitali d’arte e cultura dell’Europa, ci sono anche luoghi di altri continenti, anche questi, spesso, al centro di fatti di cronaca nera rilevanti, eppure per nessun’altra città della graduatoria ci sono riferimenti alla malavita.Ad esempio c’è la colombiana Medellin, un tempo dominata dal sanguinario cartello della droga di Pablo Escobar per la quale il sito spiega leggiadramente, e correttamente, che «ha cambiato radicalmente la propria immagine trasformandosi in un polo di innovazione e arte», nessun riferimento alla droga né al malaffare. in Colombia viene citata anche Bogotà dove, un tempo, ad esempio, nella zona di “Cinco Huecos” c’erano case di tortura per chi non rispettava la delinquenza organizzata e che oggi viene, correttamente, narrata come luogo in cui ci sono «piazze dove l'aroma del caffè locale pervade ogni bar, significa muoversi tra il passato coloniale e la rinascita latinoamericana».Nella graduatoria c’è anche spazio per la vietnamita Ho Chi Minh City, anche questa dominata per lunghi anni da una potente e sanguinaria mafia locale ma che, nel racconto odierno, giustamente, viene presentata come città che «vibra al ritmo frenetico del Vietnam moderno».Insomma, il riferimento alla malavita, fra tutte le cento città citate nel rapporto Guru Walk 2026, è riservato solo a Napoli che per gli autori della guida è città «di mafia e gastronomia».