“Vedi Napoli e poi muori”, chi non ha mai sentito questa frase? Nessuna “jettatura”, anzi espressione di stupore davanti alla bellezza della città. Un detto così popolare da essere citato persino da Goethe, nel suo ‘Viaggio in Italia’. Nella lettera del 2 marzo 1787 scriveva così: “Della posizione della città e delle sue meraviglie tanto spesso descritte e decantate non farò motto. Vedi Napoli e poi muori, dicono qui”. Torti non ne aveva, e non ne ha chi arrivando a Chiaia rimane a bocca aperta.
Nino Di Costanzo
Con un solo sguardo la vista abbraccia il golfo dove la leggenda vuole sia stata trascinata la sirena Partenope, dal Vesuvio a Capri il baluginìo del mare confonde nelle belle giornate. Declina Posillipo e tutta Napoli è ai propri piedi dalla terrazza dell’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, al tramonto la fitta trama di strade e vicoli si ricama di ombre che lasciano intendere il brulicare della vita. Ed è qui, all’interno dello storico edificio di fine Ottocento che l’arte si mescola all’architettura, la cucina prende vita dalla storia, dal mare che bagna la città e dalla terra che la circonda. Aperto poco meno di un anno fa, il ristorante Deschevaliers accende i fornelli sotto la consulenza dello chef Nino Di Costanzo, due stelle Michelin al Danì Maison di Ischia, e vede impegnato in cucina il resident chef Antonio Autiero.







